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Sapone di Marsiglia, uno dei migliori. Produttori chiedono certificazione “Made in Marsiglia”

ROMA – È da sempre considerato “il re dei saponi”. Il sapone di Marsiglia è, in effetti, un prodotto con una grande tradizione alle spalle che vanta molteplici proprietà. Perché deterge bene, perché (salvo poche eccezioni) è anallergico, e perché è naturale al 100%. O meglio, secondo le regole.

Il vero sapone di Marsiglia, infatti, è costituito solo da ingredienti naturali, ossia soda e olio d’oliva. Ma ora, a quanto pare, trovare in commercio il vero ed originale sapone di Marsiglia, realizzato dunque a Marsiglia, è diventato pressoché improbabile.

A dichiararlo è La Stampa, che in un articolo scrive: “Il sapone «di Marsiglia»? Lo producono soprattutto in Cina e in Turchia. Tanto che a Marsiglia di saponifici doc ne sono rimasti solo quattro, anzi tre perché uno è in amministrazione controllata e il proprietario vorrebbe venderlo. Solo che non trova nessuno che lo compri. Tanto scivolosa è la situazione del sapone, almeno di quello vero, che i produttori marsigliesi chiedono l’istituzione di una «Indicazione geografica protetta», insomma una Igp che però per il momento è prevista soltanto per i prodotti alimentari”. 

In sostanza, il “vero” sapone di Marsiglia è prodotto, in larga maggioranza, soprattutto in Cina e Turchia. E dire che è uno dei saponi più apprezzati anche da esperti e dermatologi, che lo consigliano a tutti i tipi di pelle, da quelle grasse a quelle più sensibili.

E, nel frattempo, la presidentessa dell’Unione dei professionisti del sapone di Marsiglia Julie Bousquet-Fabre dichiara: “si vendono più saponi falsi che veri. Se ne trovano in tutti i mercatini della Provenza”.

Sempre secondo La Stampa, la questione è seria, tanto che sta diventando un caso anche politico: “Marine Le Pen è andata in visita alla fabbrica minacciata e ha tuonato contro i governanti ignavi e l’Europa traditrice che non proteggono il «made in Marsiglia». Da quel momento sulla Canebière è tutta una sfilata di politici che fanno promesse. L’ultima, quella della ministra dell’Artigianato, Commercio e Turismo, Sylvia Pinel, che annuncia un progetto di legge per estendere ai «prodotti manifatturieri» l’Igp già prevista per quelli alimentari. Ne beneficerebbero altre manifatture iperfrancesi come i merletti di Puy, le porcellane di Limoges, i coltelli di Laguiole, insomma tutta la tradizione tradita dalla globalizzazione.

Il problema principale, ovviamente, non è il luogo in cui sia prodotto il sapone di Marsiglia, ma il modo. Secondo la Stampa infatti, questo sapone prodotto in Turchia o in Cina non rispetta i canoni del sapone di Marsiglia originale ma “è fatto con grasso animale”, che perde dunque tutte le proprietà positive della Marsiglia originale.

Unico pregio per il sapone “non originale”? Il costo: sembra, infatti che costi molto meno.

 

Claudia Montanari

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