ROMA – Un buon funzionamento dell’intestino è fondamentale per la salute dell’organismo e per il benessere psico-fisico. Perché questo funzioni bene, è importante che vi sia una buona flora intestinale e il giusto apporto di acqua, indispensabili per tenere pulito l’intestino e difendere il nostro organismo da aggressioni esterne, virus e batteri. La flora intestinale, più specificamente, oltre a contribuire alla regolarità delle funzioni intestinali è in grado di favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive e i processi digestivi, di sintetizzare alcune vitamine del gruppo B (soprattutto la B12) e la vitamina K e d’intervenire nel metabolismo degli acidi biliari e della bilirubina aiutando a ridurre il tasso di colesterolo.
Nei casi in cui vi sia un’alterazione della flora intestinale a risentirne è la salute e il benessere dell’intero organismo, per questo risulta fondamentale preservare l’equilibrio intestinale e ristabilirlo il prima possibile nel caso in cui ci si accorga che qualcosa sia fuori posto. Disturbi come diarrea e stitichezza, mal di pancia, gonfiore o tensione addominale, ma anche debolezza e malessere generale possono essere dei campanelli di allarme per farci capire che c’è un’infiammazione in corso.
Come è possibile allora preservare al meglio la nostra flora batterica? Innanzitutto è importante sapere che una buona flora intestinale inizia dalla giusta alimentazione, non a caso molti studi recenti hanno dimostrato che è dal cibo che consumiamo che dipende la tipologia di microrganismi che popolano il nostro intestino e che sono essenziali al corretto funzionamento dell’organismo. Purtroppo negli ultimi decenni la qualità e la genuinità dei cibi è notevolmente peggiorata. Senza rendercene conto introduciamo, con i cibi, una grossa quantità di alimenti nocivi sotto forma di additivi, coloranti, conservanti, pesticidi, ormoni, metalli tossici e molto altro. Non solo: anche un’alimentazione sana ma squilibrata può causare delle infiammazioni intestinali, come per esempio una dieta troppo ricca di cibi raffinati e proteine, oppure una combinazione sbagliata di alimenti nello stesso pasto.
Nei casi in cui ci si renda conto di avere un’infiammazione in corso è sempre bene consultare il medico di fiducia. Tuttavia, come misura preventiva o come terapia coadiuvante il ripristino della flora batterica intestinale, tra gli approcci più promettenti si annovera l’impiego dei simbiotici, ossia fermenti lattici probiotici associati a fibra prebiotica. I simbiotici sono molto utili poiché se da una parte i probiotici vanno a integrare il numero di batteri buoni, la fibra funge da nutrimento per la flora batterica con effetti benefici sulle funzioni intestinali. L’integrazione di simbiotici può essere effettuata periodicamente, tre/quattro volte l’anno, a scopo preventivo per dieci o quindici giorni; se invece la flora batterica è già impoverita e danneggiata, l’assunzione può essere protratta anche per un mese o più.
Inoltre, è bene sapere che esistono dei cibi che più di altri ci aiutano a preservare al meglio la nostra flora batterica. Alimenti che possono aiutare sono:
Gli alimenti che sarebbe meglio evitare sono, invece, tutti quelli con troppi zuccheri, dolci, bibite, pane e pasta non integrali, salumi e formaggi stagionati e tutti gli alimenti pieni di conservanti, coloranti addensanti, veri veleni per l’intestino.
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