ROMA – Eleonora, la bimba venuta alla luce all’ospedale di Roma “San Pietro Fatebenefratelli” con gravi problemi respiratori, è deceduta a distanza di tre giorni dalla nascita. Ora, per la sua morte, due dottori in servizio presso il nosocomio e un ginecologo privato rischiano di finire a processo per omicidio colposo. Secondo il pubblico ministero Pietro Pollidori, titolare del fascicolo che ha appena notificato ai camici bianchi un avviso di conclusione delle indagini, se l’intervento dei sanitari fosse stato tempestivo e accusato, forse, la bambina si sarebbe potuta salvare.
I fatti risalgono all’aprile dello scorso anno. È il 22 del mese quando una giovane neomamma, di 32 anni, si reca al pronto soccorso dell’ospedale di via Cassia. È al termine della prima gravidanza ed è preoccupata: il tempo per partorire è già scaduto da 10 giorni e, nonostante le rassicurazioni dei medici, non sente più movimenti nella pancia. Come riporta il Messaggero, la donna attende per tre ore nella sala d’aspetto prima di essere visitata. Il monitoraggio, che rileva i parametri vitali del feto, è negativo.
La paziente, quindi, entra in sala operatoria e l’equipe medica procede al taglio cesareo. La neonata nasce in stato gravemente asfittico: è rimasta senza ossigeno per 10 minuti. Sopravvive per tre giorni, fino al 25 aprile: dopo un ricovero d’urgenza al Gemelli, la bimba muore. Ora i due medici e il ginecologo rischiano il processo con l’accusa di omicidio colposo.
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