ROMA – Le mammografie diagnosticano più casi di cancro al seno di quanti non abbiano veramente bisogno di una cura. Per l’esattezza, dice uno studio della New Harvard Public School of Health negli Stati Uniti, il 25 per cento dei casi di cancro al seno scoperti attraverso le mammografie non metterebbero a rischio la vita della donna.
I ricercatori sostengono che gli screening di routine portano spesso a un eccesso di diagnosi di cancro al seno, perché individuano tumori che non causarebbero mai sintomi, la malattia o addirittura la morte. Il rischio è che la situazione peggiori quando la tecnologia migliorerà, diagnosticando ancora più casi minori.
Secondo gli studiosi norvegesi della scuola americana per ogni 2.500 donne che si sono sottoposte allo screening mammografico nel corso di 10 anni in Norvegia, sono stati identificati 20 casi di cancro al seno che avrebbero causato una malattia grave se passati inosservati e un decesso è stato evitato, ma ci sono stati anche almeno un 60 per cento di casi di eccesso di diagnosi.
Dati che si traducono in un eccesso di diagnosi del 20 per cento circa. Per questo secondo i ricercatori le donne dovrebbero essere informate sui rischi e i benefici dello screening del cancro al seno.
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