Dimagrire, zucchero: come controllare la voglia
Tagliare lo zucchero in eccesso dalla dieta può migliorare la salute e le prestazioni lavorative. Lo sottolinea Samantha Coogan, presidente della Nevada Academy of Nutrition and Dietetics e ricercatrice dell’Università del Nevada.
Tra i sintomi da astinenza da zucchero ci sono mal di testa, dolori allo stomaco o alterazioni intestinali, che possono durare per giorni o settimane. L’esperta paragona questo stato a quello che caratterizza l’astinenza da droghe. Ciò non significa che si debbano eliminare tutti gli zuccheri (il cervello ne ha bisogno come fonte di energia per funzionare ma una quantità in eccesso può essere dannosa), ma limitare il più possibile quelli aggiunti.
Come si legge sul Daily Mail, per la dottoressa Coogan i capelli, la pelle e le unghie migliorano se si ingerisce meno zucchero, mentre il sonno diventa più riposante e la perdita di peso è “inevitabile” considerando il taglio degli spuntini ipercalorici. Il corpo sarebbe anche meglio protetto dalle malattie: troppo zucchero può aumentare il rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiache e cancro. “Lo zucchero è una sostanza che crea dipendenza per alcune persone, quindi è davvero necessario affrontarlo in modo simile alla disintossicazione da droghe o alcol”, spiega Coogan.
Anche dietro la carie ai denti si nasconde un consumo eccessivo di zucchero. Una ricerca sui problemi globali di salute pubblica legati alle patologie orali, guidata da Marco Peres del Menzies Health Institute di Brisbane, in Australia, indica che la carie negli adulti colpisce più di un terzo (34,1%) della popolazione mondiale. “Se parliamo di cure dentarie, dobbiamo parlare di zucchero, e le bibite sono la maggior fonte nella dieta globale”, scrive Peres sulla rivista Lancet.
“Il consumo di bevande zuccherate è il più alto in Nord America e in America Latina, ma anche in Australia”, aggiunge Peres, docente di odontoiatria e salute orale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda meno di sei cucchiaini di zucchero aggiunto al giorno – ricorda lo studioso – mentre gli adolescenti australiani ne consumano tre volte di più. E i tassi di carie in Australia riflettono le statistiche globali. “Un bambino su tre all’età di 5 o 6 anni ha la carie nei denti da latte e all’età da 12 a 14 anni soffre di carie nei denti adulti”, spiega.
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